Ogni tanto un uomo mi scrive per la moglie o la compagna, e alla fine del messaggio aggiunge, tra parentesi, "magari una volta provo anch'io". Quella parentesi mi diverte, perché racconta un equivoco lungo decenni: l'idea che il Pilates sia una disciplina femminile, con l'uomo ospite tollerato. La storia dice il contrario.
Un metodo nato su corpi maschili
Joseph Pilates era un pugile, un ginnasta e un lottatore, un uomo che aveva costruito il proprio fisico partendo da un'infanzia malaticcia. Internato in Inghilterra durante la prima guerra mondiale, sviluppò il suo metodo allenando gli altri internati, uomini, e i primi attrezzi li costruì montando molle sui letti dell'infermeria per far lavorare chi era costretto sdraiato. Nella New York degli anni Trenta il suo studio sulla Eighth Avenue allenava pugili, atleti e ballerini accanto alle ballerine. La storia completa l'ho raccontata qui.
La femminilizzazione del Pilates è arrivata dopo, con il fitness commerciale degli anni Novanta. Il metodo in sé misura solo controllo, forza e precisione, e su questi tre punti non esiste una versione da donne.
Perché gli uomini ne hanno bisogno (spesso più delle donne)
Gli uomini che entrano nel mio studio di Grosseto arrivano quasi tutti per lo stesso motivo: la schiena. Anni di scrivania, di auto, di pesi sollevati male o di sport praticato senza mai allungare niente producono un quadro che conosco a memoria: catena posteriore accorciata, torace rigido, anche bloccate, e una forza costruita sopra questi blocchi che prima o poi presenta il conto.
Su questo quadro il metodo classico lavora esattamente dove serve. Le molle sostengono il movimento dove la rigidità lo impedisce, il lavoro sul centro toglie carico alla zona lombare, e la mobilità del torace e delle anche torna un pezzo alla volta. Un dettaglio che sorprende i più allenati: il repertorio classico contiene esercizi che mettono in seria difficoltà uomini abituati a sollevare pesi importanti, perché la fatica viene dal controllo, non dal carico. Chi vuole approfondire il confronto con la sala pesi trova l'articolo su Pilates e palestra.
L'individuale toglie l'ultimo ostacolo
Molti uomini scartano il Pilates per una ragione mai detta ad alta voce: l'idea di essere l'unico uomo in una classe di donne, a fare male esercizi che le altre fanno bene. Nel mio studio questo scenario non può verificarsi, perché le lezioni sono individuali o di coppia: in sala ci siamo io, te e i macchinari. Si lavora sul tuo corpo, al tuo livello, senza pubblico.
C'è anche la variante in due: qualche coppia viene insieme, lei praticante e lui scettico alla prima lezione. Lo scetticismo di solito dura fino al primo Footwork con le molle giuste.
Domande frequenti
Il Pilates è adatto agli uomini? Il metodo l'ha inventato un pugile e i primi allievi erano uomini. Il resto è marketing recente.
Sono rigido come un palo: ha senso provare? È il motivo migliore. Le molle sostengono dove il corpo non arriva, e chi parte rigido migliora più in fretta di tutti.
Basta come unico allenamento? Per postura, mobilità e schiena sì. Per massa o cardio, meglio affiancare palestra o sport: si rinforzano a vicenda.
Sarò l'unico uomo in sala? In sala ci siamo io e te. Lezioni individuali o di coppia, nessun pubblico.
Mettiti alla prova
Un'ora sul Reformer dice più di qualsiasi articolo. Scrivimi e vieni a fare una lezione: porta pure tutto il tuo scetticismo.
— Giulia
