Su questo tema voglio essere ordinata, perché riguarda due persone. Quello che leggi qui descrive come lavoro in studio con le donne in gravidanza e nel post parto; le decisioni mediche spettano al tuo ginecologo e all'ostetrica, e ogni percorso da me comincia dal loro consenso. Detto questo: il movimento in gravidanza, quando la gravidanza è fisiologica, fa bene, e il Pilates classico in forma individuale si presta particolarmente a questi mesi.

Perché proprio l'individuale

La gravidanza è la situazione in cui il formato del corso di gruppo mostra tutti i suoi limiti: il corpo cambia ogni settimana e il programma deve cambiare con lui. In una lezione individuale regolo molle, posizioni ed esercizi a ogni incontro, su come stai quel giorno. Il Reformer e la Cadillac permettono di lavorare sostenute, senza carico sulla schiena, con la resistenza minima delle molle che accompagna invece di affaticare.

Come cambia il lavoro, mese per mese

Nel primo trimestre, per chi già pratica, il lavoro resta simile al solito con intensità ridotta. Dal secondo trimestre spariscono gli esercizi a pancia in giù e gli addominali classici, mentre entrano posizioni laterali e semisedute, lavoro di gambe sul Reformer, apertura del torace per far spazio al respiro. Nel terzo si lavora soprattutto su respiro, mobilità del bacino e gambe, in preparazione al travaglio, che è a tutti gli effetti un lavoro fisico.

Molte allieve mi dicono che la lezione settimanale diventa l'ora in cui il corpo torna loro familiare, in mesi in cui cambia più in fretta di quanto la testa riesca a seguire.

Dopo il parto: si riparte dal centro

La tentazione dopo il parto è riprendere da dove eri rimasta, con l'obiettivo di "tornare come prima" il più in fretta possibile. La strada che funziona è diversa: si riparte dalla base, cioè dal respiro, dal pavimento pelvico e dalla muscolatura profonda dell'addome, che i nove mesi e il parto hanno messo alla prova. I tempi li detta il medico: indicativamente dopo la visita delle sei settimane per il parto naturale, più avanti per il cesareo.

Sulla diastasi addominale, la separazione dei retti che molte donne scoprono dopo il parto, il punto fermo è che la valutazione la fa il medico, l'ostetrica o il fisioterapista. Con la loro valutazione in mano costruisco un lavoro che evita gli esercizi che spingono sull'addome e ricostruisce la forza dal profondo, con la pazienza che questa cosa richiede.

Un metodo pensato per corpi che cambiano

Il metodo classico ha una caratteristica che in questi mesi diventa preziosa: ogni esercizio esiste in versioni graduate, dall'assistito al completo, e l'apparato è nato proprio per sostenere corpi in condizioni diverse. Joseph Pilates sviluppò i primi attrezzi per persone che non potevano lavorare a corpo libero. Una donna incinta o una neomamma non è un corpo da riparare, è un corpo in una fase specifica, e il metodo ha gli strumenti per quella fase.

Domande frequenti

Si può fare Pilates in gravidanza? In una gravidanza fisiologica, con il consenso del ginecologo, sì, con il lavoro adattato mese per mese. La lezione individuale serve esattamente a questo.

Quando riprendo dopo il parto? Con l'ok del medico, indicativamente dopo la visita delle sei settimane per il parto naturale, tempi più lunghi per il cesareo. Si riparte dal respiro e dal centro.

Il Pilates aiuta con la diastasi? Prima la valutazione medica, poi in studio si lavora evitando la pressione sull'addome e ricostruendo la muscolatura profonda, per gradi.

Posso iniziare da zero in gravidanza? Con gravidanza fisiologica e ok medico sì, in forma individuale.


Parliamone

Se sei incinta o hai partorito da poco e vuoi capire se e come iniziare, scrivimi: ci facciamo una chiacchierata prima ancora di fissare una lezione.

— Giulia